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Compasso d’Oro 2026: il design italiano tra memoria e futuro

Dai vincitori ai premi alla carriera, l’edizione 2026 fotografa l’evoluzione del design contemporaneo.

La XXIX edizione del Compasso d’Oro ADI conferma il ruolo centrale del design italiano nel panorama internazionale. Tra progetti premiati, riconoscimenti alla carriera, icone storiche e targhe memorabili, il premio racconta un settore sempre più orientato verso sostenibilità, innovazione e impatto culturale.

Nato nel 1954 da un’intuizione di Gio Ponti, il Compasso d’Oro rappresenta ancora oggi il più autorevole riconoscimento del design italiano. Organizzato da ADI – Associazione per il Disegno Industriale – il premio continua a osservare le trasformazioni della società attraverso prodotti, sistemi, servizi e ricerca progettuale. L’edizione 2026 conferma questa visione, premiando un design sempre meno autoreferenziale e sempre più capace di dialogare con sostenibilità, tecnologia e cambiamenti culturali.

1. La giuria del Compasso d’Oro 2026

A guidare la selezione della XXIX edizione è stata una giuria composta da figure provenienti da mondi differenti ma complementari del progetto contemporaneo. Ne fanno parte Luciano Galimberti, presidente ADI, il designer britannico Jasper Morrison, Giovanna Carnevali, Executive Director e Head of Design di Expo 2030 Riyadh, Lorenza Baroncelli, direttrice del Dipartimento Architettura e Design contemporaneo del MAXXI, e Giovanni Brugnoli, presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy.

La composizione della giuria riflette perfettamente l’identità attuale del premio: una visione multidisciplinare in cui industria, cultura, ricerca e istituzioni dialogano continuamente.

2. I 20 progetti vincitori del Compasso d’Oro 2026

I venti Compassi d’Oro assegnati nel 2026 raccontano un panorama progettuale estremamente eterogeneo. Tra i vincitori figurano Bilboquet di Philippe Malouin per Flos, il divano Array progettato da Snøhetta per MDF Italia, il catamarano gonfiabile X-Fun di Xtramarine, Wing di Norman Foster Foundation e Goppion, il progetto urbano The Glitch Camp dello IED Istituto Europeo di Design, Trespolo di Giulio Iacchetti per Orografie e Spaghetto 3D sviluppato da Artisia by Barilla. Tra i premiati compare anche il Salone del Mobile.Milano Annual Report 2024 – (Eco)Sistema Design Milano, progetto sviluppato insieme al Politecnico di Milano, che interpreta il design come fenomeno economico, culturale e territoriale.

La selezione evidenzia come oggi il progetto si muova contemporaneamente tra industria, servizi, salute, ricerca e trasformazione sociale.

3. Compassi d’Oro alla carriera e design entrato nell’immaginario collettivo

I premi alla carriera rappresentano uno dei momenti più significativi della manifestazione perché sottolineano il valore del tempo nel progetto: non soltanto singoli prodotti di successo, ma una continuità di ricerca, sperimentazione e contributo alla crescita del design italiano. L’edizione 2026 ha assegnato nove riconoscimenti alla carriera a figure che hanno contribuito in modo decisivo alla cultura del design italiano. Tra i nomi premiati emergono Alberto Meda, Paola Lenti, Patrizia Moroso e Aldo Colonetti, protagonisti di percorsi differenti ma accomunati da una forte capacità di innovazione e visione culturale.

Accanto a questi, il Compasso d’Oro 2026 ha celebrato anche tre prodotti diventati vere icone del design italiano, come la Sedia ’64 di AG Fronzoni per Cappellini, il tavolo Eros di Angelo Mangiarotti per Agape e il celebre Tavolo con ruote di Gae Aulenti per FontanaArte. Tre progetti molto diversi tra loro ma accomunati dalla capacità di attraversare il tempo senza perdere forza espressiva. Oggetti che non appartengono più soltanto alla storia del design, ma all’immaginario collettivo italiano.

4. Lo sguardo delle nuove generazioni

Sempre più centrale il Compasso d’Oro Young, la sezione dedicata ai progettisti under 35 e ai percorsi di ricerca sviluppati all’interno di università e scuole di design. Un osservatorio privilegiato sulle nuove sensibilità progettuali e sui temi che stanno ridefinendo il futuro della disciplina.

Vincono il Compasso d’Oro Young Sentimetro di Alessandro Brutti dell’Accademia di Belle Arti Statale di Verona, StainEraser di Beatrice Duina, Filip Malata e Francesca Corona del Politecnico di Milano e Uno di Erik Bruno Kollmorgen e Vincenzo Magni di ISIA Firenze.

I progetti premiati dal Compasso d’Oro Young 2026 affrontano temi legati all’esperienza quotidiana, all’innovazione dei comportamenti e alla sostenibilità applicata al progetto, mostrando un approccio sempre più orientato alla qualità d’uso e all’impatto sociale

5. Le 38 menzioni d’onore e il primo podcast del Compasso d’Oro

L’edizione 2026 ha conferito anche 38 menzioni d’onore a progetti che si sono distinti per qualità progettuale, innovazione e ricerca. Le menzioni rappresentano uno degli strumenti più interessanti del premio, perché permettono di osservare in modo più ampio le direzioni emergenti del design contemporaneo.

Tra i progetti segnalati compaiono prodotti legati alla mobilità sostenibile, sistemi per il benessere domestico, soluzioni tecnologiche per la salute, sperimentazioni sui materiali e progetti editoriali capaci di interpretare nuovi linguaggi visivi. Molte delle menzioni evidenziano inoltre un forte dialogo tra design, artigianato evoluto e innovazione industriale. Numerosi i lavori sviluppati attraverso collaborazioni interdisciplinari tra aziende, università e centri di ricerca, segno di un settore sempre più orientato verso approcci condivisi e processi aperti.

Le 38 menzioni restituiscono così una fotografia articolata del design italiano contemporaneo, mostrando non soltanto prodotti finiti ma anche nuove metodologie progettuali e scenari di sperimentazione. Da segnalare: per la prima volta il Compasso d’Oro apre anche al linguaggio del podcast, riconoscendo l’importanza crescente della narrazione audio nella divulgazione del progetto e della cultura del design.

Conclusione

Il Compasso d’Oro 2026 conferma ancora una volta la capacità del design italiano di interpretare il presente mantenendo un forte legame con la propria storia. Dai progetti premiati ai riconoscimenti alla carriera, fino alle icone storiche entrate nell’immaginario collettivo, emerge una disciplina sempre più aperta al dialogo tra innovazione, sostenibilità e cultura. Un’edizione che racconta il design non soltanto come produzione di oggetti, ma come strumento capace di incidere concretamente sulla società e sui modi di vivere contemporanei.

 


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